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La Croce Bianca alle Olimpiadi: un bilancio storico
16.03.2026
Con la conclusione delle Paralimpiadi a Cortina si è chiuso ieri con successo anche il più grande servizio sanitario nella storia della Croce Bianca. Rimangono esperienze preziose e uno spirito di squadra rafforzato, che costituiscono una solida base per le sfide future.
 
“Le Olimpiadi hanno dimostrato ancora una volta ciò che possiamo realizzare insieme come grande famiglia associativa. Determinanti non sono stati solo gli ampi preparativi, ma soprattutto la coesione, la professionalità e la disponibilità all’impegno”, riassume Alexander Schmid, presidente della Croce Bianca. Un merito che va innanzitutto ai volontari: più di 1.200 sono stati impegnati durante i Giochi Olimpici ad Anterselva e Cortina e durante le Paralimpiadi. Hanno operato direttamente nei stadi olimpici e lungo i tracciati di gara ad Anterselva a Cortina, nelle aree spettatori, nella policlinica, nel servizio di emergenza e di trasporto sanitario, nonché nel basecamp allestito dalla Protezione Civile della Croce Bianca per garantire vitto e alloggio alle squadre in servizio.
 
Nei complessivi 31 giorni di gara erano in servizio almeno 25 soccorritrici e soccorritori; nei quattro giorni in cui le gare si sono svolte contemporaneamente a Cortina e ad Anterselva erano addirittura più di 50. Ma la Croce Bianca è stata presente con personale esperto e mezzi di soccorso anche durante gli allenamenti e negli eventi legati ai Giochi Olimpici e Paralimpici, ad esempio alla Biathlon Gaudi ad Anterselva o alle cerimonie di apertura e chiusura a Cortina. Attivo 24 ore su 24 anche il servizio sanitario nella policlinica allestita per i Giochi ad Anterselva. I team di soccorso lì dislocati sono intervenuti in circa cento emergenze; in 39 casi è stato impiegato anche il veicolo di intervento con medico d’emergenza.
 
“Le esigenze organizzative e logistiche erano elevate, anche a causa della varietà dei luoghi e degli ambiti di intervento. Tuttavia, ci siamo preparati bene”, afferma il presidente della Croce Bianca. Già mesi prima gli scenari operativi erano stati simulati in intense sessioni di formazione, eventi di test ed esercitazioni, mentre attraverso tavoli di coordinamento sono stati elaborati piani di intervento ben strutturati. In questo contesto l’associazione provinciale di soccorso ha potuto contare su partner forti. “La collaborazione con l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, con l’Agenzia per la Protezione Civile, con il Comitato di Coordinamento Provinciale, con il Team Organizzativo Olimpico e con le altre organizzazioni partner – tra cui la federazione nazionale ANPAS – ha funzionato senza intoppi. In questo modo siamo riusciti a garantire uno svolgimento professionale e, in caso di emergenza, la migliore assistenza possibile”, sottolinea Schmid. Anche dai partner della rete europea Samaritan International è arrivato un prezioso aiuto e un sostegno concreto.
 
Anche il direttore Ivo Bonamico traccia un bilancio positivo: “Questo intervento è stato una sfida enorme, ma allo stesso tempo un’esperienza preziosa. I Giochi Olimpici non hanno solo dimostrato la nostra capacità operativa, ma hanno anche rafforzato ulteriormente la coesione e la rete internazionale della Croce Bianca – una base solida per gli sviluppi futuri”.